A TU PER TU CON LE FABERS #2 Ingrid La Gridda

Seconda puntata delle interviste alle fabers, sentiamo un’altra voce…

Come ti sei avvicinata a FAB?

Su suggerimento di una conoscente, mi sono recata alla giornata di presentazione di FAB a Pordenone presso l’ex convento di San Francesco, dove sono venuta a conoscenza delle iniziative di Itaca e di DOF consulting relative alla proposta di una sorta di concorso di idee per un incubatore d’impresa.

Una volta comprese le dinamiche del progetto, ho promosso l’opportunità presso i miei amici, tra cui il mio attuale socio Dante e, armata di carta e penna, mi sono decisa a presentare una mia idea. Così, dopo un mese, sono stata contattata inaspettatamente e sono stata catapultata in questa avventura.

 

Da quali fasi è scandita la vita quotidiana nel generatore d’impresa?

La giornata tipo all’interno dell’ufficio di FAB si svolge tra lezioni frontali dai ritmi molto serrati in cui impariamo a gestire le problematiche tipiche del lavoro di gruppo, della relazione con le istituzioni – e del nostro collocamento in esse – e riflessioni con i tutor sulle aspettative nei confronti di noi stesse e della società, che sarà l’obiettivo finale dei nostri progetti. Nel tempo libero, l’ufficio rimane a disposizione per momenti di conviviale collaborazione tra fabers e momenti di ricerca sul progetto.

 

Come si sta sviluppando la tua idea imprenditoriale?

L’idea sta incontrando non poche difficoltà per diventare vero e proprio progetto. Attraverso statistiche e dati, prende forma il contesto normativo in cui collocare e ipotizzare le varie declinazioni e le possibilità di realizzazione. Al momento stiamo cercando di aprirci un varco tra le fumose leggi che ospiteranno il nostro progetto, attraverso colloqui con vari professionisti dei settori di legislazione ambientale e contabilità.

Il nostro “recyClab” ora è nella fase più critica poiché, oltre a dimostrare la sua sostenibilità economica, deve anche delineare una strategia d’azione aderente alle possibilità offerte dalla legislazione sul riuso. Se la supererà, sarà pronto per diventare una realtà concreta in grado di produrre un progresso in campo ambientale e un beneficio per la comunità che lo ospiterà.

In linea con le attuali normative europee, entro il 2020 gli stati devono costantemente indirizzarsi verso un risparmio delle risorse: recyClab, quindi, diventa lo strumento con il quale attuare nuove strategie per migliorare la qualità della vita di tutti.

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