Penso che FAB sia veramente una cosa creata!

Girando il Paese e occupandomi in gran parte di imprenditorialità sociale ho potuto osservare varie forme di innovazione sociale che, effettivamente, sta acquisendo molto risalto anche perché è diventato di moda parlare di innovazione e sempre più parlare di innovazione sociale.

Ma la cosa che oggi mi rende particolarmente felice è veder restituito all’interno della Cooperazione sociale il ruolo di spazio generativo dell’impresa sociale.

Mi è capitato recentemente di partecipare ai lavori della task force del ministro Passera sul tema della start up e, all’interno di un piano di sviluppo che verrà presentato probabilmente a breve, si sta cercando di creare uno spazio anche per le start up sociali. Non è stato semplice spiegare all’interno di questo gruppo di lavoro di che cosa si trattava, perché il mondo dell’economia tradizionale non riesce a capire cos’è la dimensione sociale che hanno le imprese come la Cooperativa Itaca.

Normalmente si pensa che anche una start up di impresa sociale possa funzionare partendo da un obiettivo economico, che successivamente produce un’esternalità sociale. Normalmente il pensiero unico di molti economisti italiani (ma che arriva da lontano) è di pensare che la dimensione sociale sia un esternalità dell’attività economica.

La Cooperazione sociale dice il contrario, dice che partendo da una dimensione sociale si produce anche un valore economico e questo penso che sia l’innovazione più grande; penso che la Cooperativa sociale, prima di spiegare come produce innovazione sociale, è un esempio in sé di innovazione perché ha cambiato il modo di fare politiche sociali – deistituzionalizzandole, ed ha cambiato il modo di fare impresa.

Mi ha colpito che abbiate festeggiato i vent’anni inventandovi uno spazio di incubazione e questo dà l’idea di un’impresa che guarda il futuro; festeggiare vent’anni creando uno spazio fisico in cui si creano le condizioni per una nuova genia di imprese, significa veramente guardare e investire sul futuro.

L’innovazione sociale dentro il mondo dell’impresa sociale si tiene insieme per un particolare valore. Normalmente in economia ci sono due valori che funzionano, il valore di scambio e il valore d’uso. La cooperativa sociale e FAB sono innovatori nella misura in cui mettono dentro questo processo un nuovo valore che cambia tutti gli altri: il valore di legame.

Mettere insieme questi tre valori genera un modo totalmente diverso di fare innovazione. Con gli stessi elementi, ricombinanti, si genera innovazione. Ecco quindi che l’innovazione sociale non è un processo, un’alchimia tecnica e tecnicistica, ma non è altro che mettere il valore di legame, inteso come motivazione e come relazione, all’interno di una dimensione di scambio. Questa è anche la storia della cooperazione come è oggi la Cooperativa Itaca.

Tutti processi di innovazione sociale e di imprenditorialità sociale sono modelli reali e non sono secondi a nessun altro modello di impresa. La parola imprenditore è nata nel 1795 da un economista francese che diceva che l’imprenditore deve avere tre caratteristiche: essere un innovatore, non essere avverso al rischio (che in questo momento di crisi ci sia qualcuno che rischia significa che è un imprenditore ed è un’ulteriore testimonianza che la Cooperativa sociale Itaca è un’impresa) e avere la capacità di combinare fattori diversi, la capacità di tenere insieme le persone.

Quindi la Cooperazione sociale è un imprenditore solo che invece di produrre valore economico produce valore sociale o meglio, producendo valore sociale produce anche valore economico, da qui per esempio l’occupazione. Va sottolineato quanto la Cooperazione in questo periodo sia resiliente rispetto all’occupazione e al valore economico generato.

“Tutta la differenza tra costruzione e creazione è esattamente questa: una cosa costruita si può amare solo dopo che è stata costruita ma una cosa creata la si ama prima ancora di farle esistere” (Gilbert Keith Chesterton).

Penso che FAB sia veramente una cosa creata!

Paolo Venturi

Direttore di Aiccon

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